Contraffazione e Dogana in Francia: Difesa
In sintesi
In Francia l'importazione e l'esportazione di merci contraffatte sono punite con quattro anni di reclusione e 400.000 euro (art. L716-9 del codice della proprietà intellettuale); la detenzione e la vendita con tre anni e 300.000 euro. Chi attraversa la frontiera con almeno 10.000 euro deve dichiararli.
- Anche l'acquirente privato può essere sanzionato: la buona fede va provata.
- La dogana ha poteri autonomi di controllo e di ritenzione, distinti dalla polizia giudiziaria.
- La sanzione doganale è proporzionale al valore della merce, non forfettaria.
- L'obbligo di dichiarazione del contante riguarda anche i movimenti fra Stati dell'Unione.
- In banda organizzata le pene salgono a sette anni e 750.000 euro.
- Il sequestro del veicolo utilizzato per il trasporto è frequente.

Contraffazione: le fattispecie e le pene
| Condotta | Pena | Norma |
|---|---|---|
| Importazione, esportazione, transbordo | 4 anni e 400.000 € | art. L716-9 CPI |
| In banda organizzata o via rete online | 7 anni e 750.000 € | art. L716-9 CPI |
| Detenzione, offerta in vendita, vendita | 3 anni e 300.000 € | art. L716-10 CPI |
| Contraffazione di opere dell'ingegno | 3 anni e 300.000 € | art. L335-2 CPI |
| Contrabbando e importazione senza dichiarazione | 3 anni, confisca, ammenda proporzionale | art. 414 Code des douanes |
L'acquirente non è automaticamente al riparo
La detenzione senza motivo legittimo di merce contraffatta è sanzionata. Al viaggiatore che rientra con più esemplari dello stesso articolo viene contestata la destinazione commerciale, e l'onere di spiegare l'uso personale ricade di fatto su di lui. Quantità e ripetitività sono gli indici su cui si costruisce la contestazione.
Il contante alla frontiera
Chi entra o esce dalla Francia con denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro deve presentare una dichiarazione. L'obbligo riguarda anche i movimenti fra Stati membri dell'Unione e si estende a strumenti equiparati: assegni al portatore, titoli, oro da investimento.
Che cosa comporta l'omessa dichiarazione
L'omessa o infedele dichiarazione espone al sequestro delle somme e a una sanzione pecuniaria proporzionale all'importo non dichiarato. Il sequestro può essere mantenuto per il tempo necessario a verificare l'origine dei fondi, e la restituzione presuppone la dimostrazione documentata della provenienza lecita.
Fonte: Code des douanes, disposizioni sul controllo dei movimenti di contante; regolamento (UE) 2018/1672
Gli errori che trasformano un controllo in un procedimento
- Dividere la somma fra più passeggeri della stessa auto: è l'indice che fa scattare la contestazione di frazionamento.
- Dichiarare un importo inferiore a quello effettivo «per non perdere tempo».
- Non portare con sé alcun documento sull'origine dei fondi in un viaggio con contante rilevante.
- Spiegare l'origine a voce senza far verbalizzare la richiesta di produrre documenti.
Come funziona il controllo doganale
Dal controllo al procedimento
| Profilo | Retenue douanière | Garde à vue |
|---|---|---|
| Chi la dispone | Agente delle dogane | Ufficiale di polizia giudiziaria |
| Durata | Fino a 48 ore | 24 ore prorogabili |
| Difensore | Garanzie corrispondenti agli artt. 63-2 ss. CPP | Artt. 63-1 ss. CPP |
| Esito tipico | Transazione o trasmissione al procuratore | Deferimento o rimessa in libertà |
La transazione doganale non è un'assoluzione
La definizione in via amministrativa chiude il contenzioso doganale ma comporta il pagamento di una somma e, di regola, la confisca della merce. Va valutata sapendo che cosa si sta rinunciando a contestare: in alcuni casi è la soluzione più razionale, in altri sancisce un fatto che sarebbe stato contestabile.
Scenario. Coppia italiana fermata al valico con quindici articoli di pelletteria recanti marchi noti, acquistati in un mercato all'estero.
Strategia difensiva. Documentazione dell'acquisto, dimostrazione della destinazione familiare e assenza di qualunque attività commerciale, con richiesta di definizione limitata al profilo doganale.
Esito. Confisca della merce e sanzione contenuta, senza contestazione della destinazione alla vendita.
Schema didattico costruito su dinamiche processuali tipiche. Non si riferisce a un procedimento determinato e non riporta vicende di assistiti dello Studio.
Scenario. Tre persone attraversano il confine con somme individualmente inferiori a 10.000 euro, per un totale molto superiore, dichiarando di viaggiare insieme.
Strategia difensiva. Sostenuta l'autonomia delle singole disponibilità.
Esito. La ricostruzione unitaria è stata mantenuta, con sequestro dell'intera somma e apertura di accertamenti sull'origine dei fondi. Il frazionamento ha aggravato la posizione invece di alleggerirla.
Schema didattico costruito su dinamiche processuali tipiche. Non si riferisce a un procedimento determinato e non riporta vicende di assistiti dello Studio.
Difesa: che cosa è realmente contestabile
Le linee che funzionano
- Regolarità del controllo e verbalizzazione della merce, con fotografie e conteggio.
- Autenticità o meno del prodotto, che va accertata e non presunta.
- Assenza di destinazione commerciale, provata con documentazione d'acquisto e contesto del viaggio.
- Proporzionalità della sanzione doganale rispetto al valore effettivo, non a quello del prodotto originale.
- Origine lecita dei fondi, documentata con estratti conto e atti.
Quando conviene la definizione amministrativa
Dipende dal rapporto fra l'importo della transazione e il rischio penale residuo. Lo Studio confronta per iscritto le due prospettive prima di qualunque scelta: la definizione rapida ha un costo certo, il contenzioso ha un esito incerto ma può evitare la confisca integrale.
Termini e soglie da tenere sotto controllo
| Che cosa | Termine o soglia | Fonte |
|---|---|---|
| Soglia di dichiarazione del contante | 10.000 euro | regolamento (UE) 2018/1672 |
| Ritenzione doganale | fino a 48 ore | artt. 323-1 ss. del codice doganale |
| Importazione di merce contraffatta | 4 anni e 400.000 euro | art. L716-9 CPI |
| In banda organizzata o via rete online | 7 anni e 750.000 euro | art. L716-9 CPI |
Giurisprudenza di riferimento
| Organo | Data | Causa | Principio |
|---|---|---|---|
| Corte di giustizia UE, grande sezione | 1° dicembre 2011 | Philips e Nokia, C-446/09 e C-495/09 | Le merci in transito non possono essere qualificate come contraffatte per il solo fatto del transito: occorrono elementi che indichino la destinazione al mercato dell'Unione. |
| Corte di giustizia UE | 18 ottobre 2005 | Class International, C-405/03 | L'introduzione di merci in regime sospensivo non costituisce di per sé uso nel commercio idoneo a violare il marchio. |
Sono riportate soltanto pronunce della Corte di giustizia dell'Unione europea, della Corte europea dei diritti dell'uomo e del Conseil constitutionnel, con organo, data e numero di causa, consultabili sui repertori pubblici curia.europa.eu, hudoc.echr.coe.int e conseil-constitutionnel.fr. Le decisioni delle giurisdizioni francesi di merito e di legittimità non sono citate: richiedono una verifica sulla fonte primaria che non è stata svolta.
Gli orientamenti della camera penale francese
| Data | Ricorso | Pubblicazione | Principio |
|---|---|---|---|
| 18 febbraio 2026 | n. 25-81.285 | pubblicata | Il verbale sottoscritto da più agenti delle dogane fa fede fino a querela di falso e nessuna norma impone che le operazioni di sequestro siano descritte oltre la constatazione del rinvenimento della merce: la corte d'appello non può fondare l'assoluzione sulla ritenuta insufficienza del verbale. |
| 10 gennaio 2024 | n. 22-85.721 | pubblicata | Il riciclaggio doganale dell'art. 415 del codice doganale è una modalità particolare del riciclaggio comune dell'art. 324-1 CP: uno stesso fatto diversamente qualificato non può dare luogo a più dichiarazioni di colpevolezza. |
| 7 febbraio 2024 | n. 22-82.261 | inedita | Sulla legittimazione a chiedere l'annullamento di una procedura doganale che ha riguardato un'altra persona sottoposta a indagine. |
| 25 febbraio 2025 | n. 24-86.808 | inedita | Procedimento per detenzione e trasporto di merci proibite pericolose per la salute pubblica in banda organizzata, importazione in banda organizzata e riciclaggio aggravato: le contestazioni doganali si cumulano con quelle di diritto comune. |
| 29 maggio 2024 | n. 23-82.170 | pubblicata | Cassazione parziale sulle disposizioni relative all'acquisto di stupefacenti e alla recidiva ritenuta per le infrazioni doganali di importazione, detenzione e trasporto di merci proibite, e sull'ammenda doganale. |
Le pronunce sono riportate con gli estremi necessari a reperirle: camera, data e numero di ricorso.
Domande frequenti
Comprare un prodotto contraffatto in Francia è reato?
La detenzione senza motivo legittimo di merce contraffatta è sanzionata, e il viaggiatore che rientra con più esemplari dello stesso articolo si vede contestare la destinazione commerciale. La quantità e la ripetitività sono gli indici su cui si fonda la contestazione.
Quanto contante posso portare in Francia?
Non esiste un limite alla somma trasportabile, ma dai 10.000 euro scatta l'obbligo di dichiarazione. L'obbligo vale anche per i movimenti fra Stati dell'Unione e si estende ad assegni al portatore, titoli e oro da investimento.
Che cosa succede se non dichiaro il contante?
Le somme possono essere sequestrate e si applica una sanzione pecuniaria proporzionale all'importo non dichiarato. La restituzione presuppone la dimostrazione documentata dell'origine lecita dei fondi, che va preparata prima del viaggio, non dopo il controllo.
Posso dividere la somma fra i passeggeri?
È l'errore peggiore. Il frazionamento fra persone che viaggiano insieme viene ricostruito unitariamente e costituisce un elemento di aggravamento, perché indica la consapevolezza dell'obbligo che si intendeva eludere.
Che cos'è la retenue douanière?
È la ritenzione disposta dagli agenti delle dogane, distinta dalla garde à vue, con durata fino a quarantotto ore. Le garanzie sono modellate su quelle della garde à vue, ma gli attori e i presupposti sono diversi: va verificato quale regime è stato applicato.
La transazione doganale chiude tutto?
Chiude il contenzioso doganale, con pagamento di una somma e di regola confisca della merce, ma non equivale a un'assoluzione. Va valutata confrontando il costo certo della definizione con il rischio penale residuo.
Mi hanno sequestrato l'auto: la riavrò?
Il veicolo utilizzato per il trasporto può essere sequestrato e confiscato. La restituzione va richiesta dimostrando l'assenza dei presupposti della confisca o la proprietà di un terzo estraneo, con documentazione in originale.
Le pene sono più alte se agisco con altri?
Sì. L'importazione e l'esportazione di merce contraffatta commesse in banda organizzata o attraverso una rete di comunicazione al pubblico online sono punite con sette anni di reclusione e 750.000 euro di ammenda.
Il contesto operativo di contraffazione dogana difesa
Chi affronta contraffazione dogana difesa scopre presto che il diritto francese distribuisce diversamente i poteri fra polizia, procura e giudice. Su contraffazione dogana difesa le misure reali, sequestri e confische, arrivano di regola prima della contestazione formale. La detenzione, l'offerta in vendita e la vendita sono punite con tre anni e 300.000 euro (art. L716-10).
Su contraffazione dogana difesa la prima cosa che cambia l'esito non è l'argomento difensivo ma la tempestività con cui si entra nel fascicolo. In tema di contraffazione dogana difesa la documentazione raccolta nei primi giorni pesa più di qualunque memoria depositata mesi dopo. Quando emerge contraffazione dogana difesa, la prima verifica riguarda la competenza: territorio del fatto, dell'arresto o della residenza.
La sequenza operativa su contraffazione dogana difesa
Su contraffazione dogana difesa la assistenza tecnica si costruisce per passaggi successivi. La definizione in via amministrativa chiude il contenzioso doganale ma comporta di regola la confisca della merce.
- Individuare l'autorità che procede e la fase in cui si trova il fascicolo
- Documentare l'acquisto e la destinazione personale della merce
- Verificare la regolarità degli atti della fase di polizia giudiziaria
- Calcolare i termini in corso a partire dagli atti formali, non dalla conoscenza soggettiva
- Contestare la presunzione di destinazione commerciale fondata sulla sola quantità
- Chiedere l'assistenza dell'interprete e farne verbalizzare la richiesta
Che cosa si perde restando fermi
Nei fascicoli che riguardano contraffazione dogana difesa le conseguenze non arrivano tutte insieme: si accumulano, e ciascuna riduce lo spazio della successiva.
- Un termine lasciato decorrere non si riapre se non dimostrando l'irregolarità della notifica
- Un atto firmato senza traduzione diventa difficilissimo da contestare nel merito
- Una perizia non contestata entra nel giudizio come dato acquisito
- Spiegare a voce senza far verbalizzare — nessuna traccia della richiesta.
- Portare più esemplari dello stesso articolo — si contesta la destinazione commerciale.
Domande pratiche
Che cosa succede se ignoro un atto ricevuto?
Il procedimento prosegue e i termini decorrono comunque. La decisione può essere pronunciata in assenza ed emergere anni dopo, quando i rimedi disponibili sono più stretti e onerosi di quelli iniziali.
Posso seguire il procedimento restando in Italia?
Sì, eleggendo domicilio e facendosi rappresentare dal difensore. La presenza personale diventa necessaria solo in alcune udienze; per il resto il fascicolo si segue attraverso il difensore, che accede agli atti e deposita le istanze.
Chi decide sul mio caso in materia di contraffazione dogana difesa?
Dipende dalla fase: nella fase iniziale procede la polizia giudiziaria sotto la direzione della procura, poi interviene il giudice. Sapere chi decide in quel momento determina a chi si rivolgono le istanze e con quali forme.
Posso cambiare difensore a procedimento avviato?
Sì, in qualunque momento. Il subentro comporta l'accesso al fascicolo e la verifica di ciò che è stato fatto e di ciò che non è stato fatto nei termini: è la prima operazione del nuovo difensore.
Un sequestro alla frontiera si contesta con documenti, non con spiegazioni. Ci scriva subito.
Avv. Massimo Romano, penalista cassazionista — Ordine di Napoli n. 14553. Roma, Via Avicenna 97 · Milano, Via G. Pecchio 3 · Napoli, Corso Umberto I 237.
Telefono +39 335 669 3954 · avvmassimoromano@gmail.com
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